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La tecnica FISH
L’assetto cromosomico dell’embrione può
essere determinato tramite la tecnica di Ibridizazione
Fluorescente In-Situ (FISH).
La
FISH e’ la tecnica più diffusa per la diagnosi di
aneuoploidie su nuclei interfasici da singola cellula.
Le cellule prelevate, siano esse PB o
blastomeri, vengono fissate su vetrini da microscopia e
fatte reagire con una soluzione contenente un cocktail di
sonde di DNA marcate con fluorocromi colorati, con sequenza
complementare specifica alle regioni cromosomiche che
interessano la diagnosi.
Tali sonde, in opportune condizioni, si
legano alle regioni cromosomiche per cui presentano
omologia, ed eccitate da lampade che emettono luce a diverse
lunghezze d’onda, emettono un segnale fluorescente
osservabile al microscopio a fluorescenza, di colore diverso
per ciascun cromosoma.
Attraverso la FISH è possibile stabilire lo
stato di ploidia del blastomero rispetto ad un numero
consistente di cromosomi.
La scelta di tali cromosomi si basa
fondamentalmente sui dati degli aborti spontanei e comprende
in genere i cromosomi X, Y, 13, 14, 15, 16, 18, 21 e 22, le
cui trisomie sono associate ad elevati tassi di aborto o,
addirittura, alla nascita di bambini gravemente malformati.
Segue:
PGD per traslocazioni cromosomiche
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