Diagnosi genetica preimpianto (PGD) in pazienti portatori di traslocazioni bilanciate
(traslocazioni reciproche, traslocazioni Robertsoniane, inversioni cromosomiche)
 

La diagnosi preimpianto è applicata anche per la prevenzione di aborti ricorrenti in pazienti portatori di traslocazioni bilanciate (anomalie di struttura dei cromosomi, che non comportano ne’ perdita e né guadagno di materiale genetico, in cui un segmento cromosomico cambia posizione), rappresentati nella misura di circa il 9% nella popolazione fertile (Munne’ et al., 2000).

Chi è portatore di traslocazioni bilanciate è perfettamente sano ma un’alta percentuale dei suoi gameti può presentare gravi anomalie cromosomiche. Queste persone hanno una probabilità inferiore alla media di mettere al mondo figli sani, ma la diagnosi preimpianto consente loro di selezionare gli embrioni privi di traslocazioni sbilanciate.

L’analisi di anomalie cromosomiche strutturali tipiche delle traslocazioni può essere effettuata impiegando la metodica FISH.

Per la ricerca di sbilanciamenti cromosomici dovuti a traslocazioni parentali si usano cocktail opportunamente preparati per ciascuna traslocazione delle specifiche coppie in studio, che quindi devono essere sottoposti a set up, come per le malattie monogeniche.

Le sonde che si utilizzano sono sia sonde subtelomeriche, che si vanno a legare alle regioni terminali dei cromosomi coinvolti nella traslocazione, che sonde centromeriche per controllo di una corretta ibridazione. Le informazioni che si possono ottenere con questo tipo di analisi riguardano esclusivamente la presenza o meno di uno sbilanciamento cromosomico, e non se l’embrione e’ portatore di una traslocazione bilanciata, come il genitore.

Esempio di diagnosi di traslocazione reciproca mediante FISH







Segue: Limiti della procedura



 

 

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