Analisi genetica dell'ovocita

L’alternativa alla diagnosi preimpianto dopo l’approvazione della legge 40/2004:
l’analisi genetica dell’ovocita (Diagnosi Genetica Pre-concepimento)


La diagnosi genetica pre-concepimento, studia i gameti femminili prima della loro fertilizzazione in vitro mediante la procedura ICSI. La diagnosi genetica viene, quindi, eseguita sull’ovocita e non sull’embrione. Cio’ consente di superare i problemi etici che hanno determinato il divieto della diagnosi preimpianto.

Quest’ultima, infatti, comporta l’eliminazione degli embrioni che, all’analisi genetica, vengono diagnosticati affetti dalla specifica patologia genetica di cui la coppia e’ portatrice. Con la diagnosi pre-concepimento, invece, si escludono dalla fertilizzazione quegli oociti il cui DNA risulta alterato alla diagnosi, e quindi si evita a priori la possibilità di produrre embrioni con anomalie genetiche.




L’analisi genetica dell’ovocita mediante diagnosi del primo globulo polare (1PB).

L’analisi del 1PB permette di poter identificare, in donne portatrici di una malattia genetica, quegli ovociti che, all’analisi genetica, non presentano la specifica mutazione genica materna. Infatti, poiché il 1PB possiede un assetto genetico speculare a quello dell’oocita, se il 1PB presenta la mutazione materna ne consegue che l’ovocita risulterà privo della mutazione (e quindi normale). Viceversa, se il 1PB non presenta la mutazione materna, sara’ l’oocita a contenere quella mutazione (Figura 1).

Solo gli ovociti normali (cioe’ senza la mutazione materna) saranno poi fecondati con gli spermatozoi paterni mediante ICSI. In tal caso, gli embrioni ottenuti potranno essere, al massimo, portatori della malattia (se lo spermatozoo conteneva la mutazione paterna), ma non saranno mai affetti dalla malattia.

L’analisi genetica del 1PB puo’ essere complicata da fenomeni di ricombinazione (scambio di porzioni cromosomiche), che avvengono regolarmente tra cromosomi omologhi durante la prima divisione meiotica. Se la ricombinazione coinvolge la regione cromosomica contenente il gene causa della malattia genetica, l’ovocita tratterrà una copia normale del gene ed una contenente la mutazione materna (Figura 1C). In tal caso la diagnosi genetica dell’ovocita risultera’ non informativa e quest’ultimo non potra’ essere considerato utile per la fecondazione. L’analisi del secondo globulo polare (2PB) ovvierebbe al suddetto problema, fornendo una diagnosi definitiva dell’ovocita. Purtoppo, poiche’ il 2PB viene espulso dall’ovocita circa 16h dopo la fecondazione, tale procedura non e’ utilizzabile in Italia poiché la legge 40 obbliga il trasferimento simultaneo in utero di tutti gli ovociti fertilizzati (zigoti), rendendo inutile la diagnosi del 2PB.

Nel protocollo di diagnosi genetica dell’ovocita mediante analisi del 1PB, i tempi da osservare sono strettissimi (al massimo 4-6 ore). Per questo motivo, l’applicazione della tecnica segue uno schema articolato che richiede una stretta coordinazione tra due diverse equipe, il team del laboratorio di PMA e quello del laboratorio di genetica molecolare. L’attività’ di questi due gruppi di professionisti consente di ottenere i risultati entro 6 ore dal prelievo degli ovociti.
 

 

Torna ad inizio pagina Stampa pagina
 
  Sei nella sezione:
Diagnosi Preimpianto (PGD)

  Home Page
  info@diagnosipreimpianto.info

Laboratorio Genoma Srl © 2007 - Tutti i diritti riservati