PGD & Legge 40: I limiti della procedura
• L’analisi consente di ottenere solo informazioni relative
ad anomalie di origine materna, ed e’ quindi inapplicabile
in caso di malattie genetiche autosomiche dominanti di
origine paterna.
• L’elevata incidenza di ricombinazione comporta
l’inefficienza della metodica in circa il 50-60 % degli
ovociti, riducendo quindi il numero di ovociti privi di
mutazione genica disponibili per essere fertilizzati.
• Una bassa risposta alla stimolazione ovarica incide sul
numero di ovociti disponibili per l’analisi genetica. Una
buona riserva ovarica, quindi, e’ un requisito
indispensabile per il successo della procedura.
• L’analisi non consente di effettuare la tipizzazione
dell’HLA in fase preimpianto, procedura recentemente
impiegata da coppie con un figlio affetto da una malattia
genetica, per la cui cura e’ necessario effettuare un
trapianto di cellule staminali da un soggetto compatibile.
In questi casi la diagnosi preimpianto rappresenta una
strategia che consente di individuare e trasferire embrioni
che saranno, contemporaneamente, privi di mutazioni e
HLA-compatibili con il figlio malato. Alla nascita del
bambino, le cellule staminali presenti nel cordone
ombelicale del nascituro potranno essere prelevate e
trapiantate nel figlio malato della coppia, per consentirne
la guarigione.
Segue:
Considerazioni sulla procedura