PGD & Legge 40: Biopsia BP1
Il primo globulo polare, espulso dall’ovocita nella fase
finale della sua maturazione per dimezzare il patrimonio
cromosomico prima della fecondazione, contiene un assetto
genetico che e’ speculare a quello presente nell’ovocita
stesso. L’analisi di questa piccola cellula, che non ha
alcun ruolo biologico e degenera dopo alcune ore, fornisce
importanti informazioni sullo status genetico dell’ovocita e
può essere considerata un’alternativa alla biopsia degli
embrioni, effettuata per condurre la diagnosi genetica
preimpianto ed oggi proibita in Italia.
Il primo globulo polare,
infatti, può essere rimosso con una biopsia ed utilizzato
per selezionare quegli ovociti che, all’analisi genetica,
non presentano una determinata mutazione genica materna e,
quindi, sono considerati idonei per essere poi fecondati.
Il prelievo dei globuli polari prevede l’apertura parziale
della zona pellucida, l’involucro che racchiude l’ovocita,
attraverso la quale s’introduce una micropipetta di vetro in
grado di aspirare il globulo polare. Terminata la biopsia,
l’ovocita viene rimesso in coltura, mentre ogni globulo
polare viene introdotto all’interno di una provetta
analitica per la successiva diagnosi genetica.
Video biopsia globulo polare.
Rimozione del primo globulo polare. Una sottile micropipetta
di vetro a margini arrotondati viene inserita attraverso una
fessura aperta con un laser nell’involucro che circonda l’ovocita,
la zona pellucida. Mediante una delicata aspirazione, si
preleva il globulo polare dall’ovocita, ponendolo
successivamente all’interno di una provetta analitica per la
diagnosi.
Segue:
Analisi genetica PB1